Beat generation: la ribellione dei giovani ai valori consumistici

Il movimento della Beat Generation

Lo stile di vita dei Wandervogel tedeschi emigrati negli Stati Uniti in qualche modo diede origine, negli anni cinquanta, al movimento giovanile della Beat Generation, che trovò espressione soprattutto in campo artistico e letterario.

Gli elementi centrali della cultura “Beat” erano: il rifiuto di norme imposte, le innovazioni nello stile, la sperimentazione delle droghe, l’interesse per le religioni orientali, il rifiuto del materialismo. Uno degli esempi della ribellione giovanile degli anni cinquanta è il film «Gioventù bruciata».


La nascita della Beat generation solitamente si riconduce alla Columbia University a New York e all’incontro di giovani studenti come  Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Lucien Carr. Questi combattevano contro il capitalismo, la discriminazione sessuale e la crescita del potere dei media.

La ribellione dei giovani continua

La ribellione verso la società dei grandi, o comunque la società consumistica, prosegue quindi in altre forme ed esperienze. Negli anni ’50 il libro “On the road” di Jack Kerouac diviene un mito per tanti giovani americani.

Il viaggio come fuga, come avventura, come momento di incontro e rifiuto delle regole borghesi.

L’idea di abbandonare le famiglie e viaggiare saltando di treno in treno o facendo l’autostop alla ricerca del senso della vita attraversa velocemente l’Oceano e giunge in Europa. Il viaggio si estende all’interiorità, con la scoperta dei mondi interiori spesso attraverso le droghe o la psicoanalisi.

Dalla beat generation al movimento dei figli dei fiori

Il successo del libro di Kerouac portò, negli anni Sessanta, alla nascita sempre negli Stati Uniti del movimento dei figli dei fiori,  agli Hippy, alle lotte contro la guerra del Vietnam, al movimento studentesco.
Il viaggio e tutto il movimento esprimono un desiderio di libertà di espressione, dinamismo vitale, anche una spiritualità prorompente. L’idea del viaggio è una feroce contestazione della società e dei suoi modi di imprigionare gli uomini nei suoi schemi spersonalizzanti.

Si fa largo tra i giovani  il rifiuto di una società che sta sviluppando velocemente i nuovi valori borghesi, troppo materialisti.

I nuovi modelli culturali dei giovani non comprendono più l’amore per la patria e la riscoperta delle proprie radici per un ritorno alla tradizione primordiale come era accaduto per i Wandervogel. La grande ferita della seconda guerra mondiale ha lasciato in eredità il rifiuto della violenza e del patriottismo.

L’assassinio di John Fitzgerald Kennedy avvenuto a Chicago nel novembre del 1963 fu la goccia che fece traboccare il vaso. E poi la guerra del Vietnam. I giovani, la cosiddetta generazione dei Baby Boomers, venivano chiamati alle armi per andare a combattere una guerra assurda. Le informazioni che arrivavano dalla stampa raccontavano storie di atrocità e follia.

I primi movimenti di protesta e gli Hippy

Perciò iniziarono a nascere dei movimenti di protesta nei campus delle università americane, che sfociarono nella prima vera e propria organizzazione di cortei e comizi contro l’intervento militare nel Sud Est Asiatico. In prima linea si distinsero gli studenti dell’Università pubblica di Berkeley in California.

Dalla voglia di stare insieme, di creare consapevolezza senza obiettivi di tipo politico, di esprimere idee ed opinioni in piena libertà nacque quel senso di comunità distintivo degli Hippy.

Le comunità hippy ascoltavano rock psichedelico, abbracciavano la rivoluzione sessuale e l’uso di alcuni specifici stupefacenti, come gli psichedelici e la cannabis, al fine di esplorare e allargare lo stato di coscienza.

Indossavano vestiti decorati con fiori o vivacissime stoffe di colori vivi. Il loro ideale di pace e libertà è sintetizzabile in slogan quali “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”  e “Fate l’amore, non la guerra“.,

Gli Hippy respingevano con forza le istituzioni, criticavano i valori della classe media, erano contrari alle armi nucleari e alla guerra, abbracciavano aspetti della filosofia orientale, promuovevano la libertà sessuale, erano spesso vegetariani ed ambientalisti.

Erano molto influenzati dal pensiero di Gesù Cristo, di Buddha, di San Francesco d’Assisi, di Gandhi, Henry David Thoreau ed Hermann Hesse.

Gli hippy credevano di poter cambiare il mondo con la nonviolenza diffondendo pace e amore. Se si fosse dato più ascolto a questi giovani, oggi non avremmo un ambiente così devastato.

Il fatto che mise a tacere la protesta hippie fu l’eccessivo uso di LSD.

prossimo articolo Lsd e progetto MK-Ultra

fonti:

Wikipedia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.