Ervin Laszlo: campo akashico ed evoluzione della coscienza

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Ervin Laszlo: campo akashico ed evoluzione della coscienza

Ervin Laszlo, uno dei più famosi scienziati contemporanei nonché geniale pianista, è l’autore di circa 75 libri, tra cui il suo bestseller del 2004 La Scienza e il Campo Akashico:una teoria integrale del tutto. Prendendo a prestito il termine sanscrito Vedico che significa spazio, cioè Akasha, Laszlo teorizza che un campo di informazione sia il principio del cosmo. Afferma che il vuoto quantistico è il campo che contiene l’energia fondamentale e le informazioni che “informano”, nel senso che danno un ordine, non solo all’universo presente ma a tutti gli universi passati e presenti.
Nell’Induismo Akasha indica la base e l’essenza di tutte le cose del mondo materiale. E’ lo spazio che comprende tutti gli altri elementi e per sua natura è infinito. Infatti come può esserci qualcosa oltre lo spazio? Oltre lo spazio c’è l’immortale, infinito eterno valore della coscienza pura che è cosciente di se stessa. La Coscienza Pura non crea il cosmo ma si manifesta come cosmo, cioè come materia. La materia quindi non esiste senza lo Spirito o la coscienza Pura, in quanto essi sono la stessa cosa. Dalla coscienza deriva lo spazio, dallo spazio viene l’aria, dall’aria il fuoco e dal fuoco l’acqua e dall’acqua la terra.

La coscienza pura si manifesta come energia. Tutte le forze, di gravitazione, attrazione e repulsione, sono il risultato di una forza primordiale che agendo su Akasha per così dire crea l’universo, perché Akasha stessa prende varie forme, come le piante, gli animali, le stelle, ecc.

Laszlo riprende questi concetti alquanto complessi che ho semplificato in modo estremo e banale e teorizza che il campo akashico, che come abbiamo detto è il vuoto quantistico, altrimenti chiamato campo con energia di punto-zero, il più basso livello energetico possibile in un sistema quantistico e che normalmente non contiene particelle fisiche, sia un campo universale di informazione, contenga cioè tutte le informazioni derivanti dalla esperienza storica della materia. In poche parole è la memoria dell’universo.
Dalle informazioni nel campo quantistico nascono tutte le cose: dalle galassie agli esseri viventi e alla coscienza, e l’evoluzione non è un processo casuale. Questo campo è anche la memoria di tutto quello che è nato nel tempo e nello spazio, e di tutto ciò che è avvenuto, e per questo motivo contiene anche le informazioni su ciò che potenzialmente avverrà. Ad esempio, la memoria di come una pianta è divenuta pianta aiuta una pianta a divenire pianta.
Laszlo pensa che il campo Akashico sia come un ologramma che è impresso con tutto quello che è stato e sarà. Questo campo universale di energia è iscritto con le nostre azioni e con i nostri pensieri e tutti possono accedervi per trarre informazioni.
Naturalmente per informazione non si intende quella a cui siamo abituati a pensare. L’energia esiste nella forma di onde che viaggiano nello spazio e in questa accezione è come l’hardware, la parte dura dell’universo. L’informazione è il software. L’universo infatti non è un assemblaggio di materia inerte ma un tutto dinamico e coerente. L’energia è in-formata, proprio come un hardware non funziona senza il software. L’informazione in questa accezione è una struttura, un ordine, una legge.

 

Come possiamo accedervi? Tramite il nostro cervello.
Infatti il cervello è un sistema quantico macroscopico ma noi lo usiamo come se fosse esclusivamente un sistema biochimico. Avvalendosi delle sue funzioni di sistema quantico il nostro cervello può ricevere informazioni non solo dagli organi di senso, ma direttamente dal mondo con cui siamo collegati anche se non fisicamente. Questa capacità è stata sempre usata da persone intuitive, come sciamani, scienziati, poeti e profeti, ma è innata in tutti gli esseri umani.
Infatti non abbiamo a disposizione solo un modo di percepire il mondo. Abbiamo un modo basato sulle informazioni raccolte dai nostri sensi e un modo diretto e intuitivo, reso possibile dalla recettività quantica delle microstrutture del cervello.
Attualmente siamo portati dalla cultura del tempo a percepire il mondo con i sensi. L’emisfero sinistro del cervello che è dominato dalla modalità di percezione sensoriale, reprime informazioni che non si accordano con i modi di pensare riconosciuti dalla società.
In realtà il nostro cervello potrebbe operare in un modo più bilanciato. Con un esperimento condotto negli anni 70 dallo psicofisiologo britannico Maxwell Cade, che esaminò l’EEG di più di 3000 individui, è stato scoperto che ci sono diversi stati di coscienza ognuno caratterizzato dall’emissione di particolari onde, dalla frequenza più o meno bassa.
Attraverso un EEG possiamo misurare le oscillazioni elettromagnetiche emesse dal nostro cervello. Nello stato di veglia ordinario le onde sono essenzialmente di tipo Beta, alta frequenza. Quando meditiamo, preghiamo, o siamo in uno stato di profonda rilassatezza il nostro cervello emette onde Alfa. Meditatori, guaritori e persone con una profonda spiritualità durante uno stato di profonda meditazione mostrano un’attività del cervello caratterizzato da onde Teta. Grandi guaritori o maestri spirituali rimangono coscienti anche nello stato caratterizzato dalle onde Delta, normalmente attive nello stato di sonno profondo.
L’EEG di guaritori famosi mostrò che durante la loro vita quotidiana erano attive anche le onde alfa e teta, tipiche della meditazione, oltre che le beta tipiche dello stato di veglia. E le onde erano bilanciate nell’emisfero sinistro e destro.
In uno stato alterato di coscienza l’intero spettro delle onde diviene armonico e le onde dei due emisferi si sincronizzano. Questo è il momento in cui ci si connette al campo akashico di informazioni del cosmo. Quando il nostro cervello che è un computer quantico si connette al campo akashico accede alla stessa fonte da cui hanno tratto ispirazione nei secoli artisti, scienziati e maestri spirituali.
Un cervello sincronizzato nei due emisferi può operare nella modalità diretta o quantica ed accedere ad una enorme banda di informazioni. Possiamo essere in contatto con qualsiasi parte del mondo.
Questa è in pratica una esperienza è di tipo spirituale, nota un tempo nelle tradizioni popolari ma nel mondo moderno per lo più ignorata. Abbiamo negato che siamo separati in superficie ma connessi nel profondo. Quello che Laszlo ha chiamato campo di informazioni akashico è essenzialmente ciò che viene chiamato Dio nelle religioni occidentali.
Già lo statunitense Edgar Cayce, vissuto tra il 1877 e il 1945, famoso per le sue attività di chiaroveggente e taumaturgo, aveva reso nota la sua capacità di accedere al campo akashico nella convinzione che questo contenesse la storia di ogni singola anima dall’alba della creazione. Pensava che i “Registri akashici” fossero dappertutto, inscritti in una specie di energia eterica simile all’energia del pensiero, una dimensione parallela sempre disponibile. Questi registri non solo conservano il passato di un’anima ma contengono anche le potenzialità e le possibilità future. Quindi egli credeva che tutte le potenzialità future esistono già nei resoconti akashici in attesa di essere poste in azione dalla nostra volontà.
Quest’archivio ci connette tutti, gli uni agli altri, contiene ogni simbolo, archetipo o racconto mitologico che esiste e perciò diviene la fonte maggiore di conoscenza e verità che l’essere umano possa consultare; chiamato anche “Libro della Vita”, come lo si conosce nella Bibbia, lascia la sua impronta indelebile nella vita.
Quest’Archivio Akashico non è un semplice magazzino di memoria, ma è interattivo, poiché esercita una grandissima influenza sulla nostra vita d’ogni giorno. Ispira i sogni e le invenzioni, provoca l’attrazione o la repulsione tra gli esseri umani, modella e forgia i livelli della consapevolezza umana.
Quando usiamo il potenziale del nostro cervello come computer-quantico accediamo alla coscienza quantica. Oggigiorno questa capacità viene sminuita o negata. Questo ha causato un senso di separazione dal mondo intorno a noi ancora più grande.
L’esperienza di connessione con il tutto è una esperienza spirituale che difficilmente avviene in uno stato normale di coscienza, ma più facilmente in uno stato di coscienza alterato. In questo stato, come afferma lo psichiatra Stanisly Grof, possiamo apprendere qualsiasi cosa esiste nell’universo. Naturalmente questo stato alterato può essere indotto appositamente, come le diverse culture sulla terra hanno sempre fatto nelle cerimonie cosiddette sacre o religiose, attraverso la danza, la musica, la meditazione, la preghiera ma anche le droghe. Uno stato alterato di coscienza si può raggiungere in modo più intenso e profondo in luoghi particolari, designati a tale scopo, luoghi sacri o provvisti di particolare energia. Oggi anche la scienza riconosce in un certo senso la capacità del cervello umano di attingere ad un campo di informazioni diretto, a cui però non ci rivolgiamo spesso.

 


La coscienza umana attuale è il prodotto di una lunga evoluzione. A pensarci, il corpo dell’uomo, negli ultimi 50 mila anni non è cambiato così tanto come la nostra coscienza. Anche oggi assistiamo giorno per giorno ad un cambiamento che ci sta portando tutti verso una nuova evoluzione. Diversi filosofi hanno parlato di una nuova coscienza cosmica, di spiritualità cosmica o di una coscienza trans personale o superiore.
Il prossimo stadio dell’evoluzione della coscienza sembra essere insomma il superamento della divisione tra gli individui e tra l’individuo e il mondo, e cioè una coscienza quantica. Questa ci renderà più responsabili verso le altre persone e il pianeta, ci incoraggia già da ora ad unirci insieme per superare i grossi problemi che si presentano. La cooperazione sembra essere infatti l’unica strada per evitare l’estinzione della specie umana e per adeguarci al cambiamento che ci aspetta.
L’identità, il concetto di Io che mi rende separato da Te, è soltanto una convenzione di convenienza per facilitare l’interazione con gli altri esseri umani. Ma, così come ogni organo del nostro corpo può vivere solo se connesso a tutti gli altri organi, noi siamo parte della famiglia o della comunità o dell’intera società e interconnessi con le altri parti di esse.
Siamo parte del mondo. Il mondo cioè non è fuori di noi, ma in noi e noi siamo nel mondo. Quindi siamo parte della natura e immersi in una rete di comunicazione con tutti gli esseri viventi, e intimamente collegati alla vita del pianeta. Allo stesso modo siamo parte della società e la società è parte di noi. Siamo quello che siamo anche per le nostre relazioni con gli altri esseri umani. Il nostro organismo, il corpo con i suoi organi e le cellule è un sistema dinamico in interazione con quello che è intorno a noi. Insomma siamo collegati a tutto il resto e con il tutto costituiamo un sistema.
Per questo ogni eccessiva competizione di un Io con il sistema porta al danneggiamento del delicato equilibrio del tutto. Ma c’è di più: dal momento che noi siamo parte del tutto, danneggiando l’altro danneggiamo noi stessi.
Il bene per ciascuno di noi e per ogni persona nel mondo non è il possesso e l’accumulo di ricchezza personale. Quando la ricchezza non viene condivisa questo costituisce una minaccia non solo per gli altri ma anche per gli stessi possessori di ricchezza, dal momento che essi sono parte della comunità. Possedere e accumulare crea demarcazioni, competizione e invidia. La condivisione invece rinforza la comunità e la rende sana, orientata alla solidarietà e all’amore.
Cosa possiamo fare attivamente? Riconoscere la necessità e assumersi l’impegno di restaurare la pienezza e la coerenza a cominciare da noi stessi, essendo coerenti nel pensare e nell’azione, in piena consapevolezza.
Abbiamo sufficiente conoscenze tecnologie e scientifiche, abbastanza risorse umane e materiali. La tecnologia attuale ci può aiutare a eliminare ogni forma di povertà estrema, riciclare l’acqua e i materiali, utilizzare l’energia solare, utilizzare una economia sostenibile, reinvestire le risorse economiche già esistenti per scopi di crescita comune piuttosto che di distruzione.
Al momento questa è solo una idea che prende piede giorno dopo giorno, a cui le istituzioni e i governi, dominati come sono dall’interesse personale e della propria nazione, faticano a seguire.
Dobbiamo seguire la stella cometa. Dove ci porta questa nuova evoluzione della coscienza collettiva? Verso un mondo più umano, più puro e forse più vicino al nostro concetto di divino.

Alexia Meli

autrice del libro La ricerca di se stessi

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