5 Regole per il benessere psicofisico e consigli su come essere felici

happinessLo scopo della nostra vita è essere felici. Fondamentalmente dobbiamo imparare che la felicità non ci viene dall’esterno ma è una conseguenza delle nostre azioni.

5 regole d’oro per il benessere psico-fisico e i consigli del XIV Dalai Lama su come essere felici sono il mio augurio per un felice 2015.

In seguito ad un recente rapporto effettuato nel regno Unito sul benessere mentale della popolazione britannica è emerso un diffuso malessere mentale a vari livelli ed è stato commissionato un team per evidenziare quello che ciascun individuo può fare per ottenere un maggiore benessere psico-fisico. Le 5 regole da seguire secondo il Prof.  Peter Kinderman dell’università di Liverpool sono semplici ma estremamente efficaci:

Essere attivi

Fare esercizio fisico regolarmente. L’attività migliora l’umore e il benessere psicologico, oltre che quello fisico. Basta una passeggiata, portare il cane a passeggio, fare jogging, andare in bicicletta o in piscina, andare a ballare, persino fare giardinaggio. L’esercizio fisico aiuta anche a dormire, e sappiamo che il sonno è molto importante per la salute.

Sentirsi connessi con il resto del mondo

Le relazioni sociali sono fondamentali per il nostro benessere. L’uomo è un animale sociale, quindi verosimilmente relazioni sociali positive costituiscono l’elemento principale della felicità di una persona. E’ importante investire tempo e impegno per mantenere le connessioni con le persone intorno a noi. Infatti sentirsi soli è uno rischio per la nostra salute paragonabile al fumo e all’eccesso di cibo. Sembra che  i rapporti umani e il supporto sociale ci proteggano dall’infezioni, abbassino il rischio di malattie cardiache e riducano il rischio di demenza. E’ molto importante che le persone abbiano anche un senso di appartenenza a una comunità. Tramite le relazioni si sviluppa la nostra autostima e il senso di utilità. Possiamo far parte di gruppi e organizzazioni, ma non trascurare le relazioni personali.

Non smettere mai di imparare

Tenersi mentalmente attivi rende felici. Continuare a imparare ed essere curiosi rende più pronti nell’affrontare le difficoltà della vita. Imparare cose nuove dà un senso di realizzazione e di autostima. E’ bene provare qualcosa di nuovo o riprendere un vecchio interesse. Imparare a suonare uno strumento o imparare un nuovo linguaggio o a preparare nuove ricette di cucina. Leggere, andare a teatro. Gli effetti benefici dei gruppi di lettura, ad esempio, sono impressionanti.

Donare

Gli esseri umani sono sociali e fare parte di una comunità è di fondamentale importanza. Delle relazioni sociali in cui ci sia scambio di reciproco sostegno sono essenziali per l’essere umano. Ci fa piacere ricevere e dare affetto e prenderci cura degli altri. Prendersi cura degli altri è un vero toccasana: ci rende più felice e migliora il benessere mentale. Non si tratta solo di donare denaro ma dare il nostro tempo, idee, energia ed entusiasmo. Piccoli gesti possono aiutare moltissimo gli altri e se stessi. Anche semplicemente dare informazioni a qualcuno può farci sentire bene. Piccoli gesti spontanei per aiutare amici ed estranei, piccoli atti di gentilezza. Recenti studi hanno dimostrato che aiutare gli altri ci rende più felici, aumentando la nostra autostima, il senso di competenza e di utilità.

Essere coscienti

Essere coscienti  di cosa avviene ora, nel presente intorno a noi e nelle nostre menti, non è una cosa così banale come sembra. La capacità di essere coscienti può essere imparata  ed è stato dimostrato che ha dei grandi benefici sul benessere mentale e fisico. L’essere coscienti altrimenti detto “mindfulness” è particolarmente efficace per sopportare lo stress e per rilassarsi ed aumenta il nostro livello di empatia e compassione migliorando le relazioni. Anche questo può essere fatto in maniera semplice, nella vita di tutti i giorni. Si può prestare attenzione alle cose belle che vediamo durante una passeggiata, notare il cambio delle stagioni, prestare attenzioni a tutte le azioni della vita quotidiana, come mangiare e camminare e registrare mentalmente quali sono le nostre sensazioni ed emozioni. Ci porta ad apprezzare quello che abbiamo e facciamo, quello che è diventato ormai un gesto automatico. Un modo molto semplice è di focalizzarsi sul proprio respiro, sentire l’aria che entra ed esce nei polmoni e concentrarsi sul movimento del corpo nell’atto dell’inspirare e dell’espirare. Una esperienza di mindfulness molto semplice che è anche un calmante naturale, consiste nel fermarsi, concentrarsi sul respiro e registrare mentalmente tutte le sensazioni fisiche e le emozioni provate in quel momento.

Tempo fa ho avuto modo di leggere altri consigli altrettanto preziosi e cioè i  consigli del Dalai Lama Tenzin Gyatso, il leader temporale e spirituale del popolo Tibetano. Il  libro “L’arte della felicità” è stato scritto dallo psichiatra Howard C. Cutler basandosi su una serie di interviste con sua santità 14simo Dalai Lama e su alcuni suoi discorsi tenuti in pubblico. Ecco alcuni dei suoi consigli per coltivare la felicità:

La felicità può essere ottenuta addestrando la mente, con una vera e propria educazione alla felicità. Attraverso la disciplina interiore possiamo arrivare ad una trasformazione delle nostre attitudini e del nostro modo di approcciarci alla vita.  Si può applicare il principio della causalità ai nostri stati mentali. Se non si desidera che avvengano eventi spiacevoli il miglior modo per salvaguardarsi da essi è fare in modo  che non si verifichino le condizioni che possono causare gli eventi non desiderati. Se si desidera felicità bisogna identificare quei fattori che inducono alla felicità e quelli che conducono alla sofferenza. Gradualmente eliminare dalla propria vita i fattori che causano sofferenza e coltivare quelli che portano felicità. Quindi bisogna imparare quale stato mentale coltivare e quale eliminare e imparare anche a mantenerlo nel tempo.

L’educazione è importante, in particolare è importante focalizzarsi sulla comprensione dei fattori che conducono alla felicità duratura. Concentrasi sugli stati mentali positivi come amore, compassione, pazienza e generosità e allontanare gli stati negativi come odio, rancore e invidia, richiede un vero e proprio addestramento della mente. Stati positivi della mente agiscono direttamente come antidodi a quelli negativi.

La felicità è determinata più dal proprio stato mentale che da eventi esterni. Il Dalai Lama spiega che se non c’è una disciplina interiore che porta la calma nella mente, non importa se si vive in condizioni agiate, queste non potranno mai dare la gioia e la felicità cercate. Invece, se si possiedono qualità interiori come calma della mente e un certo grado di stabilità, anche se mancano gli agi esteriori che normalmente si considerano necessari per la felicità è possibile vivere una vita felice e gioiosa.

La felicità si può raggiungere cambiando prospettive. Il Dalai Lama spiega che la capacità di cambiare prospettive è uno dei mezzi più potenti per affrontare i problemi della vita. Quando emergono dei problemi focalizziamo la nostra attenzione sulle preoccupazioni che ci causa il problema e ci sembra di essere gli unici ad affrontare queste difficoltà. In questi casi, cambiare prospettive, sia cercando opportunità che possono nascere dalla situazione, oppure guardare le cose da una prospettiva più ampia o pensare a come le cose potrebbero andare peggio, fa apparire il problema minore e più malleabile.

Le situazioni difficili sono opportunità di crescita. Il Dalai Lama stesso racconta di affrontare il pensiero  della difficile  situazione in Tibet cercando di avere una prospettiva più ampia.

Se infatti osserva la situazione in Tibet focalizzandosi solo su questa, la situazione appare disperata. Se guarda la cosa con una prospettiva più ampia vede una situazione internazionale in cui tutti i regimi comunisti e totalitaristi stanno crollando e anche in Cina si registra un moto verso la democrazia.

Il modo in cui ci sentiamo in un dato momento ha poco a che fare con le condizioni esterne in sé ma piuttosto dipende da come noi percepiamo la situazione e quanto siamo soddisfatti di quello che abbiamo. Quando una situazione causa emozioni negative, bisogna impegnasi seriamente a cercare una prospettiva differente.

La compassione e l’altruismo portano felicità. La compassione, spiega il Dalai Lama, è un’attitudine mentale basata sul principio che tutti gli esseri umani hanno il desiderio innato di essere felici e superare le sofferenze, e che anche gli altri siano felici. Nello sviluppare la compassione uno dovrebbe cominciare con il desiderare per sé stesso felicità e poi estendere questo naturale desiderio verso gli altri. Per generare la compassione il Dalai Lama suggerisce di pensare a qualcuno che sta soffrendo e lasciar fluire la naturale reazione: sorgerà un sentimento di compassione verso quella persona, e un forte desiderio che quella persona sia liberata dalla sua sofferenza e la decisione di aiutare quella persona a trovare sollievo.

L’altruismo che nasce dalla compassione è naturale fonte di felicità, come è stato dimostrato da molti studi aiutare gli altri conduce a una mente più calma e a un incremento di felicità. Un sondaggio effettuato tra migliaia di persone regolarmente coinvolte in attività di volontariato ha riportato che oltre il 90% di queste persone provavano una specie di “high” nello svolgere quell’attività, caratterizzata da sentimenti di calore, maggiore energia e una specie di euforia, oltre che una sensazione di calma e gioia di sentirsi utili.

Alexia Meli

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